Dalla Confusione alla Nitidezza

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Confusione secondo il dizionario Treccani è: “Il confondere, il confondersi, l’essere confuso. In particolare: situazione di più cose o persone mescolate o riunite insieme alla rinfusa“.

Non ti nascondo che in passato mi capitava spesso di trovarmi in questo stato; ripensandoci ecco qualche motivo:

  • idee poco chiare,
  • mancanza di risultati,
  • fatica mentale,
  • distrazioni,
  • dialogo interiore fuori controllo,
  • stanchezza fisica
  • scarso/nessun supporto esterno

Oggi la confusione è un ricordo: ogni tanto ci riprova ancora, ma non le do opportunità di “prendermi la mente” come in passato.

Cosa è cambiato?

L’aver trovato uno scopo, l’aver messo a fuoco una visione ben chiara e definita di me stesso, di chi voglio essere e cosa fare per diventarlo.

Come ho fatto? Sbagliando!

Montagne di errori: scelte professionali di s/comodo, persone di cui ho molto tardato a comprendere la natura e le intenzioni, situazioni in cui non avrei dovuto/voluto mai trovarmi (e invece…), uso completamente sbagliato del denaro.

Piccoli errori, grandi errori; a volte anche ripetuti (perché errare è umano ma perseverare…).

Eppure la luce in fondo al tunnel è arrivata, e sono uscito.

Oggi rivesto un ruolo completamente nuovo e diverso, felice delle scelte fatte e consapevole di aver intrapreso forse il mio percorso professionale più importante di sempre per le responsabilità che comporta verso gli altri.

Tuttavia non mi sono mai sentito così lucido e – soprattutto – studio più adesso che non quando “dovevo”.

Sentirmi bloccato, ingabbiato e completamente allo sbando non è più tra le sensazioni che provo; ho acquisito strumenti che mi permettono di avere il controllo dei miei pensieri e, cosa fantastica, posso aiutare altri (lo sto già facendo…) a uscire da situazioni analoghe.

Le difficoltà ti fanno sentire come in una sorta di tritacarne in cui la confusione regna sovrana; se poi hai anche la responsabilità di una famiglia anche peggio!

Eppure per me è stato proprio il “peso” delle responsabilità a fungere da molla per risalire anziché grattare sul fondo del barile, unito a rimasugli di amor proprio che, poco alla volta, hanno preso sempre maggior consistenza.

Nitidezza: “da nitido nìtido agg. [dal lat. nitĭdus, der. di nitēre «splendere»; cfr. netto]. – Pulito, limpido, quasi lucente“.

E’ la visione che ho di me stesso oggi, forse mai così chiara. Ed è una sensazione che mi infonde grande serenità e la consapevolezza che – col giusto impegno – posso davvero ottenere i risultati a cui ambisco.

Ho pensato al metodo Mindful Coaching proprio per essere in grado di supportare chi, come me, ha estremo bisogno di crescere per raggiungere nuovi obiettivi.

Se serve, io ci sono!

Massimiliano

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