Il coraggio di ogni giorno, ovvero dell’attitudine dell’imprenditore.

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“Il coraggio di ogni giorno” di Hermann Hesse è una raccolta di saggi brevi pubblicata per la prima volta nel 1985 in Germania e nel 1990 in Italia.

Ho letto questo libro per la prima volta quando ancora andavo all’Università; poi molte altre.

Riprenderlo in mano di tanto in tanto mi fa bene all’anima: è da sempre uno dei mei libri preferiti.

“Il coraggio di ogni giorno” è un “viaggio alla ricerca del Sé, il processo del divenire uomo, l’evolversi dell’individuo in personalità”; così inizia l’introduzione.

Concetti come “tenacia”, “uomo/donna ideale”, “eroe”, “compiutezza della via” e altri ancora fanno parte di un bagaglio indiscutibile che ognuno di noi dovrebbe essere aiutato ad acquisire nel proprio percorso formativo.

Modernizzati certo, per non essere anacronistici; ma si può fare.

L’elemento che fa la differenza? L’ATTITUDINE. 

L’esperienza di vita, ma soprattutto quella professionale mi hanno aiutato a capire che IL CORAGGIO DI OGNI GIORNO STA NELL’AFFRONTARLO CON ATTITUDINE IMPRENDITORIALE.

Attitudine: secondo il dizionario online di Treccani, è una “disposizione innata o acquisita (fisica, psicofisica, o psichica) che rende possibile o facilita lo svolgimento di particolari forme di attività”.

Deriva dal latino Aptus nel senso di “adatto”.

Imprenditoriale: sempre per la Treccani, si tratta di un aggettivo che indica qualcosa proprio di un imprenditore. 

Quest’ultimo è definito come “chi esercita professionalmente e con mezzi propri un’attività economica organizzata, di carattere industriale, agricolo o commerciale, al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi; in senso più ampio, chi, persona fisica o società, gestisce un’impresa”.

Sono fermamente convinto che siamo TUTTI imprenditori nati.

Essere imprenditore di se stessi è, a mio parere, uno concetto filosofico e pratico insieme; in quanto tale, DEVE abbracciare OGNI fase della nostra giornata.

Questo è il coraggio di ogni giorno.

Purtroppo però la maggior parte di noi non riceve durante la crescita il supporto necessario a sviluppare serenamente i propri talenti e le proprie attitudini, e questo è un triste dato di fatto. 

Il motto dello chef Gousteau di “Ratatuille” (chi non avesse visto questo bel film di animazione Disney non se lo faccia scappare) è: chiunque può cucinare.

Significa non tanto che tutti sono o debbano diventare grandi chef, ma che chiunque decidesse di diventarlo può, col giusto impegno, applicazione e tenacia, arrivare a quel risultato – non importa quale sia la sua provenienza, età, cultura, eccetera…

Come nel film dicevo, così anche per l’imprenditorialità vale lo stesso identico discorso: l’opportunità è per tutti, o meglio, l’opportunità è per chiunque decida che è venuto il momento di coglierla.

Si tratta di uno dei concetti più democratici che si possano affrontare nella vita di tutti i giorni, e la storia umana è piena di esempi più o meno eclatanti che stanno lì a dimostrarne la valenza.

Vivere la vita con attitudine imprenditoriale significa essere disposti a mettersi in gioco ogni giorno, assumendo le responsabilità necessarie per creare le condizioni del successo.

Questo è il coraggio di ogni giorno.

Davvero, non contano la condizione economica, la posizione sociale, il livello culturale.

Credo che uno dei ruoli più importanti che l’istruzione dovrebbe avere sia proprio quello di aiutare i ragazzi a svilupparla.

Le nozioni ormai sono immediatamente disponibili grazie a internet.

Conta saperle mettere insieme per analizzare le situazioni e risolvere problemi.

Questa è attitudine imprenditoriale!

E qual è il Big Bang da cui si origina la prima scintilla che fa in modo che un essere umano si trasformi in un essere che intraprende, cioè che decide di offrire ogni giorno il meglio di se per se stesso, i suoi cari, il suo intorno e tutti coloro che vi entrano in contatto? 

Come lo possiamo riconoscere? 

Come possiamo evitare che si perda?

Qualche volta è una scelta più o meno consapevole, qualche volta invece non abbiamo saputo riconoscere i segnali (quindi non avremo ne rimpianti ne rimorsi).

Parola d’ordine? Consapevolezza

…e una guida che sia d’aiuto (possibilmente!)

Perché deve valere almeno l’idea che pur non FACENDO l’imprenditore dovremmo comunque tutti vivere la vita con questo atteggiamento, consapevoli di chi siamo e come interagiamo nella società.

La vita, come l’azienda, va vissuta ogni giorno con intensità, coraggio, determinazione, speranza, sofferenza, passione e senso di sfida.

Cresci solo quando la tua ricetta diventa perfetta: ma devi ogni giorno rifarla e non potrà mai più essere la stessa del giorno prima; perché il mercato, la concorrenza, il tuo team cambiano.

E anche tu cambi, ogni giorno.

Aggiornamento = “Tenere a giorno, rivedere e completare un’opera per renderla rispondente alle esigenze presenti” (cit. Treccani).

3 elementi rimangono costanti:

  1. Il ruolo del nostro intorno fa la differenza: proprio per questo è importante imparare a selezionare con cura le persone che frequentiamo maggiormente.
  2. L’esperienza farà il resto: “Porto addosso tutte le ferite delle battaglie evitate” (cit. Fernando Pessoa). Perché l’azione costante è l’altro elemento tipico dell’attitudine imprenditoriale.
  3. Il TUO Perché. La TUA Missione nel Mondo.

Se aspetti che le cose accadano, se ti lasci influenzare da cause esterne, è quasi certo che stai agendo per realizzare i sogni di qualcun altro: la tua attitudine dovrebbe cambiare.

E’ un lavoro duro, lungo quanto una vita intera.

Richiede il coraggio di ogni giorno.

Massimiliano

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