Integrazione alimentare: le 4 cose fondamentali che devi sapere.

Integrazione alimentare: le 4 cose fondamentali che devi sapere.

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Lo so, il web è pieno di informazioni sull’integrazione alimentare, e c’è davvero di tutto: dalle canaglie ai veri e seri esperti.

Prova ad arrivare in fondo a questo post, poi decidi in che categoria inserirmi, ok?

Sono un consumatore convinto e informato: TUTTO quello che scrivo viene da fonti certe e documentabili, che mi sono preso la briga di andare a studiare perchè sono APPASSIONATO dalla materia in un modo che non puoi capire.

Quando però mi tocca leggere certe cose:  ANSA: Integratori Alimentari…, mi sento di dover esprimere la mia opinione in materia, proprio in quanto consumatore interessato e informato.

Siamo quasi a 8 miliardi di persone su questa Terra, questo lo sai già vero? Entro il 2050 dovremmo arrivare a 9 miliardi di esseri umani (e pensare che la razza umana ci aveva impiegato ben 72.000 anni per arrivare al primo miliardo!). Qui trovi più dettagli se l’argomento ti incuriosisce: Incremento popolazione mondiale

Stiamo popolando il nostro bel pianeta azzurro o siamo come delle metàstasi che lo stanno poco a poco distruggendo?

Quasi quasi sarei propenso alla seconda scelta, ma per natura sono di mentalità positiva, quindi nutro ancora speranze per un futuro di prosperità, a patto che ci mettiamo tutti d’impegno per restituire ciò che prendiamo.

Utopia? Forse.

E cosa c’entra tutto questo con l’integrazione alimentare? C’entra, ma l’ho presa alla lontana, lo so. Abbi fede per cortesia: ecco le 4 cose che tutti devono sapere sul perché l’integrazione alimentare prende sempre più piede:

  1. Sarai d’accordo sul fatto che dar da mangiare a tutta questa gente che ogni giorno, per almeno 3 volte (i più fortunati), si presenta alla mensa di Madre Terra non è impresa semplice: onnivori, carnivori, erbivori, vegetariani, vegani, strani.

I gusti più differenti, tutti alla stessa identica mensa, che fornisce (anche grazie allo sviluppo tecnologico e ai progressi della scienza) una varietà incredibile di prodotti, che vengono poi elaborati a seconda di gusto, tradizione, disponibilità, creatività e posizione geografica per essere serviti e consumati con l’unico obiettivo di riempire uno stomaco, trasformarsi in qualcosa di utile (energia, mattonelle, colla, riserve, difese, eccetera) o qualcosa da scartare, che però sarà utile per altre creature e/o per altri scopi.

La natura è FANTASTICA! Ci hai mai pensato? Io ringrazio ogni giorno per questo (e non solo!).

Purtroppo però nel corso dei secoli e con la crescita demografica unita allo sfruttamento delle risorse che Madre Terra ci offre con tanta generosità, le necessità della razza umana sono cambiate. Tutto questo cambiamento non ha certo contribuito a migliorare la qualità dell’offerta!

Non spetta a me giudicare, resta il fatto che purtroppo si è andati verso un progressivo peggioramento della qualità del cibo disponibile (parlo delle cosiddette zone “ricche” e “progredite” del Mondo), e questo fattore è indiscutibile. Per fortuna l’uomo ha anche la straordinaria propensione a voler capire ciò che accade e porre rimedio: “fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” diceva il buon Ippocrate ormai qualche migliaio di anni fa, prima ancora che i disastri attuali rendessero questa frase una specie di pietra miliare del marketing usato per promuovere la sana alimentazione (o qualcosa che se ne avvicini).

Guarda questo articolo:

Il Messaggero 09.09.2004

E’ stato pubblicato da ormai qualche anno, ma è brutalmente attuale! Viviamo nel Paese della Dieta Mediterranea, eppure ci nutriamo con alimenti che non ci danno più tutto quello di cui abbiamo bisogno.

Se provi a cercare, troverai anche fonti più aggiornate che ti raccontano la stessa storia: in teoria ci sarebbe cibo per tutti ma circa 1 miliardo di persone ne maneggiano l’80% (o giù di lì); non solo: le coltivazioni intensive, il progressivo avanzamento delle aree urbane e l’inquinamento che ne consegue sono tra le principali cause dell’impoverimento della quantità di nutrienti presenti nel cibo che mangiamo.

2. E’ assurdo pensare che vivo nel Paese della Dieta Mediterranea, e lo stesso Paese è quello col tasso di obesità infantile tra i più elevati al mondo: salute.gov.: elevato tasso di obesità infantile in Italia (numeri in regresso per fortuna).

Siamo passati da una generazione di videodipendenti a una di nativi digitali.

Il pollice opponibile, che miracolo!

Purtroppo però, in entrambi i casi, mangiamo letteralmente ciò che esce da quegli stessi video a cui stiamo incollati tanto a lungo.

Non sono contrario al marketing e alla pubblicità, solo cerco di usare il più possibile il mio spirito critico perché so che è il mio unico strumento di difesa. Devo però constatare che moltissime persone si fidano ciecamente delle pubblicità e si nutrono di prodotti che – usati tutti i giorni – proprio così nutrienti non sembrano esserlo.

Risultato? Mamme che aspettano i figli all’uscita da scuola con prodotti preconfezionati di qualunque genere, che i bambini fagocitano al volo perché in pochi minuti verranno catapultati in qualche attività extra scolastica: oltre al danno della merendina, la beffa di una pessima maniera di digerirla.

Oppure, scena tipica al ristorante: “per i bimbi facciamo pasta rossa e cotoletta con patate fritte?” E’ fantastico come il cosiddetto menù bambini sia un tradimento. Dov’è l’impegno verso una educazione alimentare che preveda varietà di colori, gusti e materie prime? Si ammazza la curiosità con la scusa che “almeno così mangia”…

A casa non è affatto differente: anzi, è proprio da lì che vengono i maggiori problemi. E la scusa è sempre la stessa: “la verdura non gli/le va, la frutta… certo! beve un sacco di succhi di frutta, quelli sono sani. E poi vai di fritture, pasta 3 volte al dì e “tanto crescono lo stesso” (esagero, ma per far capire…).

Grassi, tendenzialmente obesi, alla ricerca continua di zucchero o sale, senza sapere dove sono nascosti nei cibi che mangiano…

Una cattiva formazione sulla sana e corretta alimentazione che diventa un problema di carattere psicologico, includendo fattori di dipendenza, forza di volontà, etc…

3. I coltivatori italiani sono in crisi (ma la situazione non è tanto differente in molte altre aree geografiche), soprattutto al Sud, perché il loro prodotto è sottopagato. Una volta, durante un viaggio di lavoro in Puglia a settembre, sono passato da una distesa (ettari!) di vigneto con della bellissima uva bianca.

“Ma a settembre quest’uva non dovrebbe essere già stata vendemmiata”? Ho chiesto a chi mi accompagnava. Per tutta risposta mi sono sentito dire che i buyer dei supermercati non erano disposti a pagare quell’uva nemmeno il suo costo di produzione, così i coltivatori preferivano lasciarla marcire in vigna.

Infinita tristezza!

Poi però vado al supermercato o dall’ortolano e mi vengono proposti – a un costo decisamente inferiore rispetto ai prodotti italiani – pomodori provenienti dall’Olanda o dalla Polonia, coltivati in colture idroponiche.

Sarò all’antica, ma queste colture – che hanno indiscutibili vantaggi ambientali e non solo – producono frutta e verdura tutta uguale, tutta perfetta, con colori brillanti ma che sa di poco.

Ho imparato che frutta e verdura contengono i fitonutrienti: elementi che danno odore, colore e sapore al frutto o alla pianta ma ne rappresentano anche le difese. Quando mangiamo un frutto o un vegetale, le sue diventano le nostre difese, sotto forma di antiossidanti (non solo!).

Abbiamo una terra meravigliosa, ricca di molte varietà, con una produttività invidiata in tutto il Mondo e siamo costretti a mangiare i pomodori olandesi. Magari in insalata con petali di Tulipano! Mavalà ma mi faccia il piacere!

4. Anche ammesso che una persona provi a fare attenzione a ciò che mangia a casa, soprattutto per chi vive in città non è affatto semplice o economico avere accesso a fonti di cibo di qualità.

I ritmi della vita oggi sono frenetici, ci troviamo a correre – anche se non lo vogliamo – a ritmi insensati, saltando pasti, mangiando male e di corsa, magari pensando di rifarci a cena. Peccato che questo si tramuti spesso (è stato il mio caso per molto tempo…) in un momento in cui vuoi appagare una fame che sembra infinita e ti concedi alimenti in quantità esagerate… “tanto poi domani smaltisco tutto perché non mangio”.

Anche in questo caso, una cattiva cultura/informazione sui giusti comportamenti da tenere in base al nostro stile di vita, rischia di portare a conseguenze poco piacevoli nel lungo periodo.

Infatti commettiamo questo errore molto spesso nell’arco della nostra vita lavorativa, col risultato che dopo i 50 anni, ma la soglia di età si sta abbassando, iniziamo a combattere con sofferenze più o meno acute a causa di comportamenti passati poco rispettosi di noi stessi e del nostro organismo.

Riepilogando:

  1. progressivo abbattimento del potere nutrizionale degli alimenti
  2. cattiva cultura o disinformazione
  3. nuove colture meno impattanti sull’ambiente ma meno nutrienti
  4. stile di vita frenetico

A mio avviso, questi 4 fattori, più di altri, hanno favorito il consolidamento di una proposta che arriva da lontano. Già nei primi anni ’30 un chimico statunitense, Carl Rehnborg, aveva capito l’impatto dello stile di vita e della qualità dell’alimentazione sul benessere delle persone; e grazie alle sue intuizioni e approfonditi studi che sfruttavano le conoscenze acquisite durante una lunga permanenza profesisonale in Cina, inventò il primo integratore multivitaminico mai prodotto.

Siamo a circa 90 anni fa.

Da allora la scienza ha fatto enormi passi avanti per capire sempre meglio come funziona il nostro organismo: stare meglio, vivere sani più a lungo, ammalarsi con minor frequenza, sono motivazioni forti che hanno spinto in avanti la ricerca scientifica.

L’integrazione alimentare quindi non è altro che una naturale conseguenza della propensione dell’uomo a mantenere elevato il proprio benessere il più a lungo possibile.

E’ inevitabile che questi progressi si intreccino con la medicina, pur non trattandosi della stessa cosa.

E qui veniamo al dunque: l’integrazione alimentare NON E’ cura delle malattie, non può esserlo e – fatta onestamente – non pretende affatto di esserlo: gli integratori alimentari NON sono presidi di auto-medicazione come qualcuno vorrebbe farci credere.

Cosa sono? Semplice! Sono un supplemento (in Inglese “food supplements”) o un completamento (integrazione, appunto) dell’alimentazione quotidiamente assunta per garantire al nostro organismo tutte le sostanze di cui ha bisogno per essere efficiente e funzionare correttamente.

A mio personale avviso la domanda non è se fare o no integrazione alimentare, ma come farla e quali prodotti scegliere.

Per non avere dubbi di sorta, dopo attenta documentazione, io ho scelto di cercare e consumare unicamente prodotti che vengano da agricoltura biologica, organica, biodinamica. Coltivati in aree geografiche lontane da grandi centri urbani, che siano certificati e garantiti dal produttore, commercializzati con una filiera corta (produttore-consumatore, quindi anche convenienti).

E li ho trovati! 🙂  😎

 

Per ulteriori approfondimenti CONTATTAMI

Massimiliano

 

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