Pillole di Coaching #28. L’Ascolto Attivo

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La maggior parte delle persone parla senza ascoltare; ben pochi ascoltano senza parlare, ed è assai raro trovare qualcuno che sappia parlare e ascoltare“.

Questa massima di BRUCE LEE è piuttosto conosciuta e credo davvero che avesse ragione da vendere quando la pronunciò.

L’ascolto attivo è una vera e propria competenza, una soft-skill e – come vado dicendo da ormai molte settimane – può essere appresa.

Spesso questo aspetto della comunicazione viene trascurato, dando completamente per scontato che si comunichi in entrambe le direzioni.

Di fatto – l’ho constatato molto spesso – le persone non ascoltano per ascoltare ma per rispondere.

Se ci pensi bene, è una questione di puro rispetto verso il tuo interlocutore, anche in caso di conflitto!

Non è raro assistere alla creazione di attriti grazie alle incomprensioni tipiche di un ascolto che è tale solo in apparenza.

Essere completamente presenti, offrendo piena attenzione, è quello che ci aspettiamo da qualunque interlocutore con cui interagiamo; ma noi lo facciamo?

TU, lo fai? Sempre? Con tutti?

Per esempio: quante volte ti ricordi il nome di una persona che ti hanno appena presentato?

L’ascolto attivo è un’ottima strategia per portare chi hai di fronte dalla tua parte – senza intenti manipolatori, sia chiaro! – poiché eleva il livello di empatia tra le parti.

Questo genera credibilità e rispetto, sei d’accordo?

Il fatto è che con l’ascolto attivo sposti il focus da ciò che è nella TUA testa alle parole che vengono dal tuo interlocutore.

Come puoi dimostrare che sei in modalità “ascolto attivo“?

Ecco ben 6 modi di dimostrarlo da parte di chi ha bene appreso questa competenza:

  1. Non interrompere chi parla
  2. Riassumi ciò che l’altro ha appena detto
  3. Fai domande di approfondimento
  4. Annuisci, cerca contatto oculare (senza insistere), sorridi; insomma, USA IL TUO CORPO!
  5. Fai delle parafrasi o delle brevi affermazioni che dimostrino coinvolgimento
  6. Condividi esperienze simili, ma solo dopo che il tuo interlocutore ha terminato!

Ah, a proposito: per ricordare il nome di una persona nuova, ripetilo immediatamente prima di dire il tuo.

Esempio: ti presentano Stefano; a tua volta dì: “piacere Stefano, io sono…”

Stefano apprezzerà e tu non dimenticherai più il suo nome.

E tu, cosa fai di norma per dimostrare ascolto attivo verso chi ti sta parlando?

Scrivimelo nei commenti…

Massimiliano