Pillole di Coaching #34. Sulla formazione continuativa (2).

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“Chiunque smetta di imparare è un vecchio, che abbia 20 anni o 80. Chi continua ad imparare, giorno dopo giorno, resta giovane. La cosa migliore da fare nella vita à mantenere la propria mente giovane ed aperta”. Henry Ford

Ho voluto ritornare su questo argomento (come promesso) perché mi è caro come pochi altri.

Serve formazione costante nella vita delle persone: troppo spesso mi trovo ad avere a che fare con persone la cui ampiezza di vedute è la stessa di un cavallo da tiro.

La vita non è statica, ma in continua evoluzione: quest’anno più che mai dovremmo rendercene conto!

Adattarsi al cambiamento è l’unica scappatoia per garantirci una degna sopravvivenza. Lo sappiamo dai tempi di Darwin.

Non è davvero più tempo per uscite come “ho sempre fatto in questo modo”!

E non si tratta solo di semplici aggiornamenti professionali, quelli so che già li fai.

Si tratta di scegliere di apprendere nuove competenze, in campo digitale per esempio, visto che l’Italia continua ad essere agli ultimi posti in Europa; oppure migliorando alcune competenze non tecniche (le soft-skills) come l’EMPATIA.

Oggi comunichiamo moltissimo attraverso un freddo schermo ed è fondamentale riuscire a trasmettere il più possibile le emozioni.

Tra tutti i nostri sensi, ci manca del tutto l’uso del tatto (sembra uno scioglilingua) nella socialità: la stretta di mano, la pacca sulla spalla, l’abbraccio.

Lo sapevi che i giovani – negli ultimi 10 anni – hanno lasciato per strada circa il 50% dell’empatia?

Lo ha evidenziato un recente studio americano e ne sono rimasto molto colpito!

Come ti fa sentire l’idea che i millennials (nella media) sono ematici la metà di quanto non fossi tu?

Nella società attuale, in cui si inseguono più i like che un vero confronto, è fin troppo facile la diffusione di fake news: purtroppo manca lo spirito critico, ci si affida troppo a internet senza controllare le fonti.

Ma, da dove viene questa ignoranza di fondo? Questi dati, tutti italiani potrebbero aiutare a trovare una risposta:

  • il 62,2% tra 25 e 64 anni ha un diploma (in Europa è il 78,8%)
  • il 19,6% è laureato (in Europa lo è il 33,2%)
  • abbiamo quasi 6 milioni di occupati SOVRAISTRUITI (gli studi che hanno fatto non sono serviti a niente!

Se poi consideri che molti dei lavori che sono emersi negli ultimi 5-10 anni, allora ti rendi conto che chi studia con i programmi scolastici attuali è per forza di cose svantaggiato, perché si tratta di programmi vecchi!!!

Vuoi un esempio? Dimmi in quale percorso di studi (non universitario) il programma di Storia va oltre la 2a Guerra Mondiale.

Siamo ormai nel 2021 e ai ragazzi mancano circa 70 anni di storia (italiana e non solo…).

Io impazzisco al solo pensiero!

Dato che mi sento come Don Chisciotte, non posso pretendere di cambiare la scuola; quello che però posso fare è provare a farti ragionare sull’estrema necessità di non fermarsi MAI con la propria formazione, mantenendo quella che io chiamo la mente del principiante.

Esistono per fortuna molti corsi seri, molti libri ben fatti che trovano applicazione immediata nella realtà.

Molto dipende dagli obiettivi che ti poni.

Se ti può servire io sono sicuro di poterti supportare per costruire un percorso adeguato alle tue aspirazioni.

E’ ciò che pensiamo già di sapere che ci impedisce di imparare cose nuove. Claude Bernard

L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo. Nelson Mandela

Pronto/a per ri-cominciare?

Massimiliano