Pillole di Coaching #26. Problem Solving

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Ezio Greggio al “Drive-in” aveva un personaggio che esordiva con “The Pensi MI: Ghe è il nome, Pensi è il cognome e MI la targa”!

Prima di lui, Tino Scotti aveva un personaggio, Il Bauscia, che esordiva sempre alla stessa maniera.

Personaggi comici che incarnavano la figura del “risolutore”: colui che – in qualche modo, spesso divertente – aiuta le persone a uscire da qualche pasticcio.

La comicità italiana ha parafrasato in molti modi la figura del “Problem solver”, ma già ci aveva pensato Alessandro Manzoni con la figura dell’Avvocato Azzeccagarbugli nei Promessi Sposi.

Figure che sminuiscono un ruolo troppo spesso improvvisato eppure molto utile in qualunque società umana.

Per quanto ci riguarda, il Problem Solving è un processo diviso in due fasi distinte:

  • Isolare le cause di un problema
  • Eliminare o almeno ridurne gli effetti

Queste due fasi si compongono a loro volta di più passaggi, tutti uno conseguente all’altro.

Secondo lo studioso ed esperto di mediazione Tim Hicks, questi passaggi sono 7:

  1. Identificazione della questione: chiarisci BENE qual è il problema
  2. Capire gli interessi delle parti coinvolte
  3. Lista delle possibili soluzioni/opzioni offerte (da tutte le parti in causa)
  4. Valutazione delle soluzioni/opzioni offerte
  5. Selezione di una o più soluzioni/opzioni da mettere in campo
  6. Redazione di un documento concordato, oppure documentazione degli accordi presi (audio, video, etc…) qualora uno scritto non sia ritenuto necessario
  7. Concordare il piano d’azione + monitoraggio del processo e valutazione del risultato

In tutte queste attività – che possono richiedere pochi minuti o vari giorni di lavoro a seconda della complessità da risolvere – l’elemento chiave per giungere in modo corretto alla soluzione è uno solo.

Vuoi sapere quale? L’ESPERIENZA!

Le competenze legate al problem solving sono legate strettamente all’esperienza, alla pratica quotidiana, all’azione, allo spirito d’iniziativa E AGLI ERRORI CHE NE CONSEGUONO!

L’esperienza è fondamentale perché permette di organizzare in modo corretto le informazioni gestite nei 7 passaggi di cui ti ho parlato in precedenza, in modo che siano utilizzabili.

Per definizione, ogni problema reca con se la sua soluzione; ma questa – come disse lo stesso Einstein – non la si può trovare allo stesso livello di conoscenze che si hanno quando il problema si presenta.

Questo significa che se vuoi essere in grado di risolvere problemi, devi innescare tutto il meccanismo con la CURIOSITA’ per acquisire nuove informazioni da mettere in campo nelle fasi 3 e 4, ovvero mentre valuti le opzioni possibili.

Questa stessa curiosità rappresenta il culmine di ogni fase di crescita personale: se manca, allora non solo i problemi non si risolvono, ma si ingigantiscono!

Qui entra in gioco l’ultimo fattore importante: il TEMPO.

Quanto prima io mi attivo, tanto prima giungerò a una soluzione e, soprattutto, eviterò che la situazione possa degenerare causando danni ancora maggiori.

Anche questa è attitudine da LEADER!

E tu, come reagisci di fronte ai problemi?

Scrivimelo nei commenti…

Massimiliano