Pillole di Coaching #19. Resistenza e Resilienza.

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La nuova pillola è appena stata pubblicata su SPREAKER, SPOTIFY, GOOGLE PODCAST e APPLE PODCAST.

Prosegue il viaggio nelle Soft-Skills e oggi vedremo di conoscere meglio queste due “sorelle”.

Pur essendo radicalmente differenti, si tratta di due termini che sento ancora confondere, a volte.

Vediamo cosa sono in termini ecologici:

La resistenza è l’abilità di un ecosistema di restare invariato quando viene sottoposto all’interruzione della sua condizione di equilibrio.

La resilienza invece è l’abilità di un ecosistema di saper recuperare dall’interruzione della condizione di equilibrio, ritornando allo stato precedente tale interruzione.

Secondo la mia esperienza, si tratta di caratteristiche che nell’uomo non riesco ad apprezzare fino in fondo.

Esistono momenti nella vita di ognuno di noi in cui è necessario tirar fuori e sviluppare queste Soft-Skills, non lo metto in dubbio, ma non può e NON DEVE essere una costante!

Mi spiego meglio: un ragazzo soggetto a episodi di bullismo va aiutato a sviluppare prima una certa resistenza per non soccombere alle forti pressioni che subisce;

poi va seguito per aiutarlo a sviluppare resilienza in modo da recuperare e ritornare in una buona condizione mentale.

Ma tutto questo lavoro non ha alcun senso se non lo si aiuta anche a evolversi e crescere in modo che – di fronte al malaugurato ripetersi di certe situazioni – sappia reagire da solo e immediatamente.

La resistenza è naturalmente nemica del cambiamento e proprio per questo la vedo utile solo per un TEMPO MOLTO LIMITATO.

La resilienza invece è utile solo se diventa l’anticamera della crescita.

Pensare di ritornare alla condizione in cui ero prima dell’evento che mi ha richiesto di esser resiliente è – ancora na volta – un limite alla mia crescita come persona.

Immagina per un momento di trovarti in una situazione di RIFIUTO: 

  • un cliente particolarmente ostico
  • un amore o un’amicizia in crisi
  • un momento di scarso rendimento sportivo

c’è chi sa resistere – e subisce un impatto minimo – e c’è chi sa resiliere, cioè sa recuperare in fretta quando la situazione è risolta.

Pensi di essere più resistente o più resiliente?

Molto di ciò che pensi di essere verrà dall’età e dalle esperienze che hai già vissuto, sei d’accordo?

A mio avviso però la vera domanda è: cosa hai imparato da quelle situazioni?

Si, perché se non sei in grado di andare oltre, allora che tu sia più resistente o più resiliente conta davvero poco…

Ti suggerisco qui 3 domandi che potrebbero aiutarti nel processo di consapevolezza:

Di fronte a un evento che impatta sulla tua esperienza tendi a:

  1. Fermarti e aspettare che passi per ricominciare?
  2. Interagire dando il meglio di te, comunque?
  3. Fare di tutto per evitarlo?

Non esiste una risposta corretta, ma quello che è sicuro è che ognuna delle risposte che darai avrà delle conseguenze…

Come risponderesti alle domande precedenti?

Fammelo sapere qui, nei commenti, così ci potremo ragionare insieme.

Massimiliano