La rivoluzione del pensiero integrale – Patrick Drouot

Reading Time: 2 minutes

La Rivoluzione del Pensiero Integrale è stata un’autentica scoperta.

Il libro era negli scaffali, arrivato mesi fa con una offerta speciale da un bookstore online, ma per qualche motivo non lo avevo ancora preso in considerazione. 

L’epoca che stiamo vivendo è di grandi cambiamenti: il Covid ce lo insegna, ma non è l’unico elemento su cui ragionare.

Globalizzazione, grandi movimenti migratori, invasione della plastica, scarsità di risorse naturali, sovrappopolamento, estinzioni di razze animali, carenza d’acqua, innalzamento delle temperature, età…

In tutto questo la mano dell’uomo è ovunque, anche in presenza di fenomeni considerati ciclici per la Terra.

Cosa serve? Cambiare il modo di pensare per capire ciò che accade.

Questa è la proposta de La rivoluzione del pensiero integrale, di Patrick Drouot.

L’autore è è un fisico francese, laureatosi alla Columbia University di New York, che per le sue ricerche ha viaggiato moltissimo, sperimentando come molte culture differenti interagiscono tra loro e con l’ambiente.

Ma per il cambiamento servono strumenti, e l’utilità del lavoro di Drouot è tutta nell’impegno a fornirci strumenti basati su evidenza scientifica ed esperienza.

Le Dinamiche a Spirale sono un modo pratico, semplice (ma non facile) e scientifico per ripercorrere la storia umana in chiave evolutiva ma considerando le società umane e non solo l’uomo.

Servono a capire perché gli uomini (inteso come specie e non come sesso) fanno quello che fanno partendo dall’ambiente in cui vivono.

Spiegate nel dettaglio, capisci che sono uno strumento molto potente per capire le persone e i loro sistemi di valori.

Non si tratta di uno strumento creato dall’autore (furono il risultato di approfonditi studi e ricerche da parte di Clare Graves, Chris Cowan e Don Beck negli anni ’60 del secolo scorso), ma dallo stesso analizzato in profondità e riproposto in una chiave differente.

L’obiettivo finale è quello di arrivare al PENSIERO INTEGRALE, ovvero “stimolare il sorgere di nuovi sistemi di pensiero […] che possiedano in sé la complessità che rende obsoleti quelli vecchi“.

E’ per questo che il movimento della spirale è il più consono, perché si muove continuamente, superando e includendo le spire precedenti.

Ma le dinamiche a spirale sono “solo” uno strumento, una mappa per orientarsi; ma il pensiero integrale richiede un approccio sistemico.

Bisogna comprendere simultaneamente tutte le direzioni e tutti i livelli, tutte le dimensioni, tutte le realtà“.

Questo perché la personalità umana non è uniforme ma ha varie componenti, che vanno viste nel loro insieme: percezioni => atteggiamenti => modi di essere

Ne “La rivoluzione del pensiero integrale” troviamo anche elementi del pensiero di Roberto Assagioli, fondatore della PSICOSINTESI: l’individuo è il risultato di componenti biologiche, psicologiche e spirituali.

Il punto di arrivo? Riuscire a ottimizzare il modo di pensare per arrivare a nuove soluzioni.

Come?

  1. Attraverso la coerenza neurocardiovascolare, che sfrutta l’intelligenza cardiaca (lo sapevi che il cuore contiene circa 40.000 neuroni che influiscono anche sull’attività cerebrale?) per raggiungere uno stato di profonda calma e concentrazione;
  2. Utilizzando la Teoria dei Quadranti di Ken Wilber per tradurre in un grafico tutti gli elementi sin qui raccolti:
    1. dimensione interiore dell’individuo
    2. dimensione esteriore dell’individuo
    3. dimensione interiore del gruppo di appartenenza
    4. dimensione esteriore del gruppo di appartenenza

La lettura di La rivoluzione del pensiero integrale può non apparire semplice, ma lo è più di quanto sembri, soprattutto nel linguaggio utilizzato.

Inoltre ci mette a disposizione una serie di elementi – tutti con fondamento scientifico – utili a comprendere la direzione in cui stiamo andando.

Certo, all’uomo della strada non servirà per il pane quotidiano, ma l’ho trovata utile per tutti coloro che hanno interesse e sensibilità a capire il cambiamento e acquisire strumenti per questo.

Massimiliano