Management Scientifico – J. Magretta & N. Stone

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Il primo vero libro che leggo sul management l’ho trovato in offerta in un cestone dell’autogrill e, come spesso accade, la curiosità che mi aveva portato ad acquistarlo si è sopita non appena l’ho riposto in libreria.

È passato qualche anno – ammetto che nel frattempo la curiosità sopita è letteralmente andata in letargo – e finalmente la mia ricerca sull’autoimprenditorialità prende forma in modo più consistente, risvegliando dal letargo questo testo scritto da autrici pubblicate nientemeno che sulla Harvard Business Review e recensite da un certo Peter Drucker…

Ok, il libro è del 2002 ed è stato pubblicato in Italia nel 2004. Non so nemmeno quante copie abbia venduto, ma poco importa. Nonostante sia un libro sul Management che ha già 15 anni di età (in Italia), io l’ho trovato attualissimo e ricco di spunti.

Lo si può vedere come un manuale da cui apprendere le basi del management moderno, lo si può vedere come un testo di crescita personale per chi già ricopre un incarico di questo tipo, lo si può anche vedere come una opportunità di crescita culturale per chi non è manager ma ambisce ad esserlo o vuole solo capire certe dinamiche.

Il mio giudizio è basato sull’esperienza professionale, non sono un teorico. Proprio per questo ho trovato Management Scientifico particolarmente utile e ricco. Non solo: per me è diventato un tassello importante nel percorso che porta a diventare imprenditori di se stessi. Pertanto è fondamentale per… tutti! (Non è un caso che il sottotitolo sia Come funziona e perché riguarda tutti).

Le fonti sono autorevoli, i giudizi degli esperti molto positivi, io scelgo di unirmi al coro di chi l’ha apprezzato e suggerisco a chiunque di leggerlo perché è molto più attuale di quanto dicano gli anni trascorsi dalla prima pubblicazione.

Il percorso che le autrici hanno tracciato è fatto di teoria unita a case history di aziende o persone (americane ma sempre molto conosciute) che hanno sperimentato in modo più o meno consapevole quanto spiegato.

Come in qualunque processo imprenditoriale, si comincia con lo stabilire il “perché” , lo scopo per cui un gruppo di persone lavora insieme: Simon Sinek era ancora uno studente nel 2002 e il suo “Start With Why” avrebbe visto la luce solo 7 anni dopo, eppure nella prima parte di Management Scientifico si ritrovano molti dei valori di Sinek.

Avere un perché chiaro è fondamentale per chiunque, figuriamoci per un manager che deve guidare un’azienda e un gruppo di persone verso i risultati che si sono prefissi con la proprietà. Qui la scelta del modello di business per “trasformare l’intuizione in impresa” e la successiva adozione di una precisa strategia sono considerate la base per ottenere risultati eccellenti.

L’analisi dei modelli organizzativi serve poi a completare il quadro di preparazione all’attività.

La seconda parte di Management Scientifico è tutta dedicata la “fare”, ovvero trasformare la visione in realtà . Non intendo dilungarmi troppo, perché sul “fare” si è scritto e si continua a scrivere tantissimo, come se fosse la parte principale…

Certo che lo è, nessuna teoria ha senso senza l’azione per metterla in pratica, dico solo che in questa parte il libro ho ritrovato argomenti molto popolari nella letteratura sull’imprenditorialità.

Voglio però dedicare alcune parole all’ultimo capitolo: “Gestire le persone: i valori che contano e perché”. Per me questa è la parte migliore: dare risalto ai valori che si dovrebbero condividere in una impresa è – a mio modesto parere – un pezzo FONDAMENTALE per il successo.

Qualunque persona dovrebbe esserne consapevole, indipendentemente dal ruolo ricoperto: uno dei task principali del manager diventa quindi quello di mettere in atto ogni sforzo per evitare che si perda il focus sui valori, quindi su fiducia e rispetto.

Molto interessante, visto l’anno di pubblicazione, anche il peso rappresentato dal veicolo di trasmissione dei valori: oggi è molto comune parlare e sentir parlare di storytelling ma credo che nel 2002 fosse ancora argomento di pochi adepti del marketing più avanzato.

Due massime mi hanno accompagnato in questa lettura:

  • People don’t buy what you do but why you do it. Simon Sinek
  • Il prezzo è ciò che pagate, il valore è ciò che ricevete. Warren Buffet

Studiatelo, è uno strumento di libertà.

Massimiliano

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