Kobe Bryant, the Black Mamba – Mike Sielski

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Da amante della pallacanestro, leggere Kobe Bryant, the Black Mamba è come fare una full immersion nel mondo del basket americano prima di arrivare all’NBA.

E’ quasi una masterclass che serve ad approfondire i molti aspetti di ciò che accade a qualunque giovane innamorato di questo sport meraviglioso, nel periodo delle scuole medie e superiori (ma solo perché Kobe scelse di non andare all’Università).

Negli USA lo sport giovanile è strettamente legato al percorso scolastico del giovane, sia a livello di organizzazione dei tornei che a livello di rendimento: se vai bene a scuola allora ti alleni e giochi, altrimenti guardi e basta.

Kobe è appena rientrato a Philadelphia dall’Italia, l’avventura professionale di suo pare Joe è terminata, e il ragazzo si trova a doversi inserire in un contesto a cui non è abituato.

Ben lontano dalla realtà di provincia in cui è cresciuto qui da noi.

Tuttavia nella sua testa c’è un solo obiettivo: diventare un professionista dell’NBA.

Ricco di episodi e dettagli, questo libro ci fa entrare nel mondo di Kobe per vedere il suo mondo coi suoi stessi occhi: vivendo in prima persona molte esperienze e – soprattutto – il tormento che viene dall’essere un fortissimo giocatore in un mondo molto selettivo.

In effetti il titolo originale è ben più indicativo: Kobe Bryant and the pursuit of immortality. The Rise (Kobe Bryant e la ricerca dell’immortalità. L’ascesa).

Il percorso che ha portato Kobe dall’essere un ragazzino talentuoso a diventare Black Mamba è stato impegnativo, ma lui lo ha affrontato come solo un vero leader avrebbe fatto!

La lettura – che consiglio caldamente anche a chi di basket non è appassionato – ci permette di capire bene come Kobe fosse dotato di un gran talento, ma anche di una determinazione fuori dal comune.

Scegliere di vivere solo in funzione del suo sogno, gli ha spesso impedito di vivere la vita come un normale adolescente, ma in modo consapevole ed equilibrato, supportato in tutto da una famiglia e un gruppo molto selezionato di amici.

Il leader si vede dall’esempio che da, non dalle parole che pronuncia, e Kobe è stato un grande esempio di leadership, fuori dal comune.

Massimiliano