Lavorare con Intelligenza Emotiva – Daniel Goleman

Forse meno conosciuto rispetto al più famoso e letto “Intelligenza Emotiva”, “Lavorare con Intelligenza Emotiva” è comunque un classico della formazione imprenditoriale/manageriale.

Ma secondo me questo libro che dovrebbe essere studiato in qualunque Istituto Secondario di Secondo Grado (alle Superiori, insomma!).

Circa 15 anni fa iniziai a lavorare in un’azienda nel settore cartario. Per esperienza sapevo che era molto importante nelle aziende di produzione che si instaurasse un buon rapporto non solo coi colleghi/e dell’ufficio commerciale, ma anche col resto dell’azienda: produzione, logistica, ufficio tecnico.

Così – dopo averne parlato con la proprietà (a cui rispondevo direttamente) dedicai i primi giorni a girovagare per l’azienda fermandomi a parlare coi nuovi colleghi, cercando di capire il loro modo di lavorare e di comunicare, la loro esperienza e in che modo avrei potuto creare un’interazione positiva.

Solo col Capo Officina la cosa non mi fu possibile: se con tutti era di buon umore e sorridente, col sottoscritto si mostrava piuttosto chiuso e poco disponibile a uno scambio anche preventivo di battute.

Pochi mesi dopo facemmo un viaggio all’estero per esporre a una fiera e anche lui faceva parte della squadra, poiché l’azienda aveva necessità delle sue abilità per montare alcune attrezzature nello stand. In un ambiente diverso, fuori dalla sua zona di comfort, il collega poco alla volta decise di aprirsi e da allora in poi iniziammo a costruire un buon rapporto che portò a risolvere velocemente molti problemi durante la mia permanenza in azienda.

Cos’era accaduto? Pur senza conoscerne la teoria (allora non era ancora emersa la mia passione per la formazione e la crescita personale), avevo iniziato a mettere in pratica alcuni dei principi enunciati da Goleman.

Mi ero reso cordiale e disponibile, ero seriamente interessato alle sue attività in azienda, rispettavo i suoi suggerimenti tecnici, avevo saputo “aspettare il mio momento/opportunità”, avevo chiesto espressamente il suo supporto quando necessario, mi sono sempre espresso con coerenza.

E’ stato bello, anni dopo, ricordando alcuni momenti iniziali del nostro rapporto come colleghi, sentirsi dire: “Max, mi sono dovuto ricredere con te. All”inizio pensavo che fossi il solito venditore fighetto che se la tira, invece ti sei dimostrato un collega di cui ci si può fidare”.

L’ambito puramente business a cui è proposto questo libro non deve trarre in inganno: gli ambienti di lavoro sono fatti di persone e l’abilità nell’interagire  – a ogni livello – può davvero fare la fortuna per un’azienda.

“Lavorare con Intelligenza Emotiva” – secondo la mia esperienza – andrebbe studiato subito dopo il lavoro precedente di Goleman e un’altra pietra miliare della letteratura sulle relazioni:  “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie .

In due epoche differenti tra loro, e circa 40 anni come distanza temporale, questi autori meglio di altri hanno saputo analizzare e evidenziare – Carnegie con approccio più umanistico e di esperienza, Goleman con approccio più scientifico ma anch’esso con molte esperienze condivise – l’importanza delle relazioni umane nel mondo del lavoro.

Credo che si possa dire senza ombra di dubbio che non si può avere una crescita professionale solida e duratura se non è accompagnata dalla capacità di creare e mantenere relazioni umane di qualità.

Quando parlo di qualità, lego l’empatia all’etica: devono andare di pari passo! “Le bugíe hanno le gambe corte” diceva mio nonno e questo è quanto mai vero in un luogo di lavoro. 

Non si tratta di leadership, non solo; si tratta di avere la sensibilità per capire che si è tutti sulla stessa barca – l’azienda appunto – e dobbiamo tutti remare nella stessa direzione, sempre e comunque.

“Lavorare con Intelligenza Emotiva” è una lettura che per me va consigliata a chiunque abbia dei colleghi: se va tutto bene troverete delle conferme, se c’è qualcosa che non va, troverete degli utili suggerimenti per provare a correggere il tiro.

Un’ultima cosa: qualunque cambiamento potrà partire solo da voi, dalla vostra attitudine e dal vostro esempio.

Massimiliano

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