Pillole di Coaching #37. Lo stato di massima concentrazione (flow)

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Era come se provassi una strana calma, una specie di euforia. Sentivo che potevo correre tutto il giorno senza stancarmi e dribblare qualunque giocatore della squadra avversaria. PELÉ

Hai mai visto un bimbo piccolo mentre gioca da solo, perso nel suo mondo?

Ti ricordi il famoso goal di Maradona al mondiale, in cui si fece quasi tutto il campo da solo, scartando chiunque gli si presentasse davanti?

Lo sapevi che il famoso scrittore Georges Simenon (quello dell’Ispettore Maigret) ha prodotto ben 200 romanzi, ma scrivendo in media solo per 60 giorni all’anno?

3 situazioni molto differenti tra loro ma che hanno certamente una cosa in comune: sono avvenute mentre il protagonista era in uno stato di flow, di massima concentrazione, di grazia, era nella zona.

Le definizioni si sprecano, ma la condizione mentale è sempre quella: la persona è completamente coinvolta e focalizzata in ciò che sta facendo in quel preciso momento.

Questo STATO MENTALE è stato decritto per la prima volta da uno psicologo ungherese, Mihaly Csikszentmihalyi.

Quando giocavo a basket ho sperimentato personalmente questa condizione (molto meno quando studiavo, … e mi sarebbe servito…): come diceva Pelé, ti senti come se hai tutto il fiato dell’Universo, niente ti ferma.

Ogni tiro è preciso, ogni passaggio va al compagno giusto, il pubblico sulle tribune quasi non lo senti e l’unica voce fuori campo è quella dell’allenatore.

Poi fischiano gli arbitri e torni coi piedi per terra, lucido e presente.

La sensazione che si prova è una sorta di invincibilità. Non mi prendere per presuntuoso: auguro a chiunque – qualunque sia la sua attività – di provare almeno una volta questa sensazione.

E’ meravigliosa e ti lascia addosso un carico di endorfine (e non solo quelle) che ti rende euforico anche se stanco morto sfinito.

L’ego sparisce, il tempo vola e tutto riesce incredibilmente bene.

Si pensa che questo stato di grazia lo trovino più facilmente gli sportivi e i creativi, ma non è infrequente sentirsi così anche in una normale attività lavorativa.

Oggi la giornata mi è letteralmente volata! L’hai mai detto rientrando a casa? … e non senti nemmeno la solita fatica o pesantezza.

Secondo Mihály Csikszentmihályi, ecco quali sono le 10 caratteristiche dello stato di massima concentrazione, che a me piace chiamare flow (flusso in Inglese, per indicare lo scorrere del tutto):

1. Ciò che fai ti ricompensa mentre lo fai

2. Hai obiettivi sfidanti ma comunque raggiungibili

3. Sei completamente focalizzato/a sul’attività

4. Sei in totale controllo della situazione

5. Provi serenità ma non sei autocosciente

6. Il risultato è immediato

7. C’è. Un perfetto equilibrio tra difficoltà e competenze

8. Non si provano difficoltà fisiologiche

9. La concentrazione è fortissima

10. Peri il senso di percezione del tempo

La ricerca sul cervello dimostra che c’è un incremento nella produzione di dopamina , l’ormone della ricompensa (proprio lui!), quando ci si trova in stato di flow

Allo stesso modo sono stati sperimentati (da una ricerca giapponese) stati di alterazione dell’attività cerebrale, in particolare modo della corteccia prefrontale, quella parte del cervello che si occupa del ragionamento e di rispondere alle domande.

Adesso sono sicuro che vorrai sapere come si fa a entrare in stato di flow, perché così lo provi a sperimentare per ottenere risultati migliori in ciò che fai, dì la verità!

Eccoti serviti 4 modi per arrivarci:

A. Stabilisci chiaramente i tuoi obiettivi

B. Elimina qualunque distrazione

C. Aggiungi elementi sfidanti, che ti mettano alla prova

D. Scegli un’attività che ti piace davvero.

Tutto chiaro adesso? Ci proverai? Hai mai sperimentato qualcosa di simile? Com’è andata?

Fammelo sapere nei commenti…

Massimiliano