Il lavoro più difficile oggi (nel 2017), analisi del mercato e opportunità

Il lavoro più difficile oggi (nel 2017)

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In questi giorni, i quotidiani sono tempestati di notizie sempre più allarmanti in merito al mercato del lavoro.

– Gruppi bancari che prospettano migliaia di esuberi (guarda questo articolo: Esuberi sistema bancario ): potremmo farci un film horror e intitolarlo “La Strage dei Colletti Bianchi”!

– Disoccupazione giovanile in aumento rispetto al resto d’Europa ( guarda ANSA.Lavoro.Giovani ): dati alla mano, in Italia si va come i gamberi…

– Aumento della povertà nelle famiglie ( guarda qui: Sei povero anche tu? ), soprattutto per chi ha due o più figli minori. Nell’articolo addirittura puoi compilare un formulario per vedere quanto sei vicino/lontano dalla soglia di povertà…

– Emigrazione di lavoratori all’estero (guarda qui: Migranti italiani come Dopoguerra ) quasi ai livelli del 1945…

– Lavoro umano sempre più sostituito dai robot: su questo argomento puoi trovare mille articoli in internet.

UN VERO E PROPRIO BOLLETTINO DI GUERRA!

Insomma, sembra davvero che stiamo diventando un Paese di età media sempre più elevata, con una forza lavoro in drastica diminuzione, con flussi immigratori che creano solo conflittualità, eppure in una condizione di apparente benessere, con una produzione industriale in aumento e una prospettiva di crescita del PIL all’1,3%.

C’è addirittura chi parla di ripresa economica!

Non sono un economista, ma una cosa la so: siamo in un periodo di grandi cambiamenti. Questi cambiamenti toccano moltissimi aspetti della vita umana e quello finanziario – che ci piaccia o no – ha grandissima rilevanza nella vita di tutti i giorni.

Ora, evitando di scendere nella banalità, credo che affrontare il cambiamento in atto con una mentalità da Era Industriale sia un po’ come condannarsi all’estinzione.

Mi spiego: se il mondo del lavoro cambia in modo così radicale e tu sei convinto che seminare CV sia la soluzione per cercare lavoro o migliorare la tua attuale posizione, allora non hai capito niente!

Aggiungo: se pensi che la tua posizione lavorativa attuale, con un buon reddito da lavoro dipendente o una piccola attività che funziona, sia definitiva fino alla pensione e non ti stai muovendo per adeguarti al cambiamento in atto, allora non hai capito niente!

Aggiungo: se usi internet e i social network solo per perdere tempo guardando gossip o video su come ha fatto la torta la nonna del tuo amico che festeggiava il primo anno di un’unghia incarnata rimossa, allora non hai capito niente!

Aggiungo: in Italia solo 1 startup su 10 riceve finanziamenti e/o fondi. Nel 2016 siamo arrivati a circa 163 Milioni di €uro, mentre in Francia hanno appena stanziato 10 Miliardi di €uro, sempre per le startup… (Fonte Corriere Economia 31/07/2017, pag. 15)

Ecco lo scenario. Ti fa pensare???

Lo stesso proprietario e fondatore dell’impero Calzedonia/Intimissimi Sandro Veronesi in un’intervista pubblicata oggi (31 luglio 2017) su Corriere Economia dice che anche i dipendenti devono essere imprenditori (di se stessi…).
“L’imprenditore è colui che sa vedere dove gli altri ancora non arrivano e sa come costruire ciò che ancora non c’è”.
“All’Italia ciò che manca è una nuova classe di imprenditori. Giovani disposti a mettersi in gioco qui, in Italia, pur tra le mille difficoltà che tutti conoscono”.

METTERSI IN GIOCO…

Quante volte nella vita abbiamo iniziato qualcosa che non abbiamo portato a termine?
Il corso di chitarra, il corso d’inglese, la palestra, la dieta…

Darsi un obiettivo da raggiungere non vuol dire averlo raggiunto: determinazione, perseveranza e focus chiaro sono di grande aiuto, ma anche queste a volte non funzionano se manca il collante: un aiuto esterno sincero, reale e sempre disponibile.
Hai mai visto il film “Affrontando i Giganti”?
E’ la storia di come un allenatore di una squadra giovanile di footbal americano riesce a ottenere risultati da una banda di scapestrati ma con potenziale.

Il video che trovi qui Affrontando i Giganti è la parte più bella, in cui l’allenatore trova il modo di far capire al leader della squadra chi è lui veramente.

Potrai pensare al solito video motivazionale del cavolo e strappalacrime, ma non è così.
Ti consiglio di rivederlo almeno un paio di volte prima di giudicarlo.

Come ti dicevo più sopra, prova a ripensare a quante volte hai iniziato qualcosa che poi non hai portato a termine. Cosa ti è mancato per arrivare in fondo al percorso che avevi scelto? Forse non eri del tutto convinto? Non credo.

Più probabilmente ti è mancata una guida che ti potesse, in modo discreto e seguendo le tue inclinazioni, aiutarti a raggiungere quell’obiettivo per il quale eri disposto a metterti in gioco.

Il mondo del lavoro diventa problematico ed è sempre più difficile pensare di mettersi in gioco.
Questo è il riassunto.

E poi?

Difficile per difficile, ecco un’idea vincente (lo è da quasi 60 anni!).

Compra nel tuo supermercato (quello che ti fa guadagnare, non spendere…)
+
Diffondi il tuo supermercato (solo aiutando altri a fare lo stesso può funzionare…)
+
Studia l’autoimprenditorialità da chi ha successo (niente guru con libro e newsletter, ma gente che tutti i giorni si dà da fare aiutando altre persone a crescere e a migliorarsi…)

Questa idea così semplice la stanno facendo diventare difficile due fattori:

1) La cronica diffidenza tipicamente italiana
2) La mancanza di autostima

La prima è una questione culturale: siamo troppo inclini a pensare che vogliano fregarci, e così preferiamo stare fermi e non “rischiare”. La cultura anglo-sassone non è così, ma anche solo in Spagna non è così.

In fatti in questi Paesi (e in moltissimi altri) la parola “furbo” non ha un significato positivo, al contrario, è un aggettivo che si usa per una persona spregevole. Noi Italiani invece pensiamo che essere “furbi” sia giusto. Bella roba!

La seconda non so ancora se nasce quasi più a scuola che in famiglia.

A scuola ci insegnano che gli errori si pagano cari e per questo sono da temere; in famiglia per “proteggerci” ci spingono a non correre rischi: “attento che cadi!”
Eppure dopo che sei caduto – mentre impari a camminare – ti aiutano a rialzarti. Perchè non è così anche nelle altre esperienze di vita?

Lo so: la tua famiglia è differente (come la famosa banca…), ma è piuttosto raro, credimi.

E allora?
Allora mi stai dando solo motivi per intraprendere quello che oggi, in Italia, è considerato – appunto – il lavoro più difficile che c’è: costruire una attività di Network Marketing in Economia Collaborativa.

Idea semplice, ambiente positivo, retribuzione/carriera equa e meritocratica, principi e valori in cui è impossibile non riconoscersi.

E un elemento fondamentale: formazione continuativa e fatta solo da chi sa far funzionare bene il sistema.
Eccola! La guida che ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi.
Adesso puoi rilassarti 😉

Togli la testa dalla sabbia; alza il c..o dal divano; lascia giù il telecomando!
Mettiti in gioco!
Il lavoro NON manca affatto.

Ti dirò di più: non ci sono robot, crisi economiche, immigrazione/emigrazione, scuole, tasse o altri elementi che possano dar fastidio a questo sistema quando è etico nel profondo delle proprie radici.

Devi solo decidere che possa fare al caso tuo, contribuendo così a renderlo semplice e a dare un’altra picconata al ridicolo muro della sfiducia.

Vuoi davvero ottenere risultati diversi e migliori di quelli che stai ottenendo oggi?
Continuando a fare quello che hai sempre fatto è purtroppo impossibile! Lo sai vero?

DECIDI SUBITO DI ESSERE PROTAGONISTA DI UN MONDO CHE CAMBIA!
Appoggiati a una struttura che ha quasi 60 anni di storia e che fa della formazione e della crescita le sue armi migliori per assicurarsi i prossimi 60 anni di crescita e di successo. TU PUOI!
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